Una Selva esagerata, un Palio capace di sorprendere tutti, un popolo, quello di Vallepiatta, che torna a cantare il 'Te Deum' dopo soli tre anni di attesa. Salasso e Caro Amico hanno rivoluzionato quanto gli 'architetti' del Palio avevano costruito pazientemente a tavolino.
Un progetto perfetto che doveva portare a un risultato scontato ma invece un fantino quasi dimenticato e un cavallo sottovalutato hanno strappato il Cencio alle accoppiate da favola, regalandolo a chi non si è piegato allo strapotere.
I cavalli sono usciti dall'Entrone alla 19,10, il saluto ai monturati del palco delle comparse quindi il breve tragitto per arrivare alla mossa e il tondino in attesa della fatidica busta. Il mossiere Daniele Masala ha ricevuto il prezioso foglio di carta dal vigile urbano Giuseppe Poma e ha dato una prima occhiata all'allineamento tra i canapi. Poi nel silenzio totale della piazza ha chiamato: Drago, Aquila, Tartuca, Pantera, Bruco, Nicchio, Oca, Valdimontone e Selva di rincorsa.
Allineamento difficile a causa del duello Aquila-Pantera che è cominciato da subito al centro del canape. Veleno II ha spostato la sua Dejanirah oltre la Tartuca per trovare l'ingaggio con l'avversaria.
Inutili i richiami del mossiere e a complicare le cose ci si è poi messo il nervosismo del cavallo del Nicchio con Dè che teneva Zodiach con il posteriore rigirato verso il canape. Una situazione ingarbugliata che si è protratta per oltre quaranta minuti.
Quattro volte il mossiere ha fatto uscire i cavalli dai canapi, ma l'espediente non ha portato a nessuna soluzione, perché una volta ristabilito l'allineamento la sfida ricominciava puntuale. Nella lunga attesa anche una mossa non valida con Nicchio e Drago balzate in testa ma l'allineamento troppo distante da quello giusto ha spinto il mossiere ad azionare il mortaretto. Poi la caduta di Luigi Bruschelli: Elisir anticipa tutti ma batte nel canape ancora teso e Trecciolino finisce rovinosamente sul tufo.
Subito soccorso dai dirigenti della Tartuca e dai sanitari del 118 il fantino si rimetteva con sofferenza in piedi e poi rimontava a cavallo. Qualche istante di attesa e poi la mossa era valida. Tartuca, Aquila e Valdimontone scattavano in testa, praticamente appaiate, ma dall'esterno arrivava velocissima la Selva che prima di San Martino bruciava tutti e si portava in testa girando davanti a Tartuca, e Drago che dall'interno superava l'Aquila.
Posizioni immutate al primo Casato con il Valdimontone che consolidava la quarta posizione. Trecciolino sembrava avvicinare Salasso, ma la Selva difendeva bene la posizione. Al secondo San Martino ancora Selva, Tartuca e Drago nell'ordine, con il Valdimontone che prima del Casato riusciva a piegare la resistenza di Gingillo portandosi in terza posizione.
All'altezza della mossa Lo Zedde sorpassava anche la Tartuca e avvicinava la Selva. Salasso difendeva la testa girando primo a San Martino, resistendo nella spianata. Al Casato Lo Zedde tentava l'ultima carta, ma dall'interno arrivava fortissimo il Bruco per l'inevitabile contatto che portava alla caduta di Tittia e del Valdimontone. Per Salasso i giochi erano fatti.
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Trecciolino in ospedale. Tanti travolti durante il 'giro' di Fujan e Caro Amico. Stanno bene Lo Zedde e Tittia.
Ha creato non pochi problemi il «giro» di Piazza compiuto al termine della Carriera dai cavalli Fujan de Ozieri (Bruco), senza più la guida di Tittia, e Caro Amico con in groppa lo scatenato vincitore Salasso.
Nella loro corsa hanno travolto diverse persone, di cui almeno sette sembra siano state costrette a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Tra loro c’è anche Marco Turchi, torraiolo, addetto del Comune al recupero dei barberi che ieri è stato preso, nel momento di confusione ed emozioni forti del dopo corsa, da Caro Amico all'altezza di San Martino. È stato travolto in pieno: ha dovuto sottoporsi una tac e gli hanno applicato alcuni punti di sutura per un profondo taglio al sopracciglio.
Alle Scotte anche Giovanni Liserani, nicchiaiolo, figlio del proprietario dell'omonima farmacia ai Quattro Cantoni, che in tarda serata era ancora a fare accertamenti. Anche alcuni turisti sono stati costretti a recarsi al policlinico dopo essere stati travolti dai cavalli: per tutti sospette fratture, diverse ferite e una notte di controlli all'ospedale senese. Stanno invece tutti abbastanza bene i fantini caduti durante il Palio.
Quello per cui si è temuto di più, Luigi Bruschelli, ieri sera accusava un forte dolore al polso. Poco dopo le 23 ha raggiunto l'ospedale di Campostaggia perché sembra che avesse in realtà una costola rotta e un dito steccato, frutto della caduta alla mossa che non gli ha impedito, da guerriero quale è sempre stato, di correre onorando il giubbetto che indossava. Per Lo Zedde e Tittia - entrambi caduti al terzo Casato - solo controlli di routine alle Scotte. Dopo ie visite di rito, i due fantini sono tornati nelle rispettive Contrade - Bruco e Valdimontone - in perfetta salute.