VALDIMONTONE, LUPA E BRUCO: LA SORTE DÀ LE CARTE AL PALIO -News inserita il 08-07-2018
Correranno il 16 agosto insieme a Leocorno, Pantera, Civetta, Drago, Tartuca, Nicchio e Giraffa
Sono Valdimontone, Lupa e Bruco le tre Contrade sorteggiate questo pomeriggio che, insieme a Leocorno, Pantera, Civetta, Drago, Tartuca, Nicchio e Giraffa, correranno il prossimo Palio del 16 agosto.
La Contrada del Leocorno ha estratto il Valdimontone, la Torre la Lupa e la Lupa il Bruco, dopodiché le relative bandiere sono state esposte alle trifore del primo piano di Palazzo Pubblico.
Alle finestre del secondo piano sono state esposte le bandiere di Chiocciola, Oca, Selva, Aquila, Onda, Torre e Istrice, che correranno il Palio del 16 agosto 2019.
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106 I CAVALLI ISCRITTI ALLA PREVISITA, ASSENZE IMPORTANTI
News inserita il 01-08-2018 - Palio
Ufficiale il forfait del vincitore di Provenzano, Rocco Nice. Mancano anche Remistirio, Renalzos e Rocco Ro
Sono 106 i cavalli iscritti alle previsite che si terranno nei giorni 6 e 7 agosto presso la clinica veterinaria del Ceppo, un numero decisamente superiore rispetto agli ultimi anni (era infatti dal 2013 che ad agosto non si superava quota 100 soggetti iscritti). Come già annunciato, mancherà il vincitore del Palio di Provenzano Rocco Nice. Assieme a lui, resteranno in scuderia alcuni protagonisti dell’ultima carriera del 2 luglio, quali Rocco Ro, Remistirio e Renalzos.
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PREVISITE DEI CAVALLI, POCHE ASSENZE E MOLTI BIG
News inserita il 06-08-2018 - Palio
Prima giornata alla clinica veterinaria
Conclusa, senza particolari problemi, la prima giornata di previsite alla clinica Il Ceppo. Presenti molti barberi che fanno sognare i contradaioli: Polonski, Osama Bin e Sarbana nell'appuntamento della mattina e Trattu de Zamaglia, Querida de Marchesana e Smeraldo Nulese nel pomeriggio. Assenti: Venere Saura, Ungaros, Urbina Bella, Superbia de Sedini.
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PREVISITE CONCLUSE, I CAVALLI CORRONO VERSO IL PALIO
News inserita il 07-08-2018 - Palio
Assenti: Amiata, Veloce, Uranio Baio, Ursella, Teresina Mia e Occolè. Da segnalare che Oppio non ha concluso il controllo veterinario
Seconda giornata di previsite per i cavalli da Palio. Concluso il lavoro dell'equipe veterinaria, fra poche ore verrà comunicata la lista dei barberi ammessi alle Prove regolamentate e alla Tratta. Assenti: Amiata, Veloce, Uranio Baio, Ursella, Teresina Mia e Occolè.
Da segnalare che Oppio non ha concluso il controllo veterinario.
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SI CORRONO LE BATTERIE, A SIENA COMINCIA LA FESTA - News inserita il 13-08-2018 di Claudio Bicchi
Spunti interessanti da parte di alcuni cavalli e fantini determinati a mettersi in mostra.
Si sono svolte stamani, lunedì 13 agosto, le batterie di selezione per il Palio di Siena del 16 agosto 2018. Sono state corse cinque batterie con sette cavalli partecipanti per ognuna. I capitani hanno optato per non far svolgere nessuna batteria di recupero. Durante le varie batterie si sono visti spunti interessanti da parte di alcuni cavalli e fantini determinati a mettersi in mostra.
Prima batteria vinta da Alessandro Congiu su Quarzus che supera al terzo giro S’othieresu (montato da Enrico Bruschelli) che aveva fatto due buonissimi giri. Da segnalare la caduta di Alessio Gianetti da Ungaro De Bonorva proprio alla mossa dopo un inciampone del cavallo nel canape.
Nessuna conseguenza per il barbero che con un buon tempo di galoppo arriverà secondo al termine della batteria.
Nella seconda batteria rimane al canape Tornada che non prende il tempo della mossa ma è veramente buono lo spunto di Tale e Quale che conduce per tutto il primo giro. Poi prende la testa Turbillon che la manterrà fino alla fine vincendo la batteria.
Terza batteria con un buon tempo di galoppo per tutti i cavalli. Buono lo spunto di Lauretta Mia dalla posizione di rincorsa ma a prendere la testa è Remorex che poi vincerà la batteria. Buono anche l'impegno di Unidos arrivato terzo al bandierino. Da segnalare Rio Manigos che non è riuscito a prendere il tempo della mossa rimanendo al canape.
Nella quarta batteria prendono bene il tempo della mossa Sunto e Ugar. Sunto, condotto da Sebastiano Murtas, compie un ottimo primo giro e poi rallenta facendo prendere la testa a Ugar, montato da Alessio Bincoletto, che con un buonissimo galoppo riesce a vincere la batteria.
La quinta e ultima batteria della mattinata inizia con una mossa falsa arrivata per una forzatura di Radeski. Poi, dopo qualche minuto di attesa, viene data la mossa valida con Radeski, Schietta e Violenta da Clodia che partono molto forte. Il primo giro vede Radeski in testa per poi rallentare e lasciare spazio a Schietta e Violenta da Clodia che proseguiranno questa corsa a due che vedrà vincere la batteria alla cavalla con il numero 23 montata da Giosuè Carboni.
Adesso la palla passa ai capitani che sono chiamati alla scelta dei dieci cavalli.
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DRAGO, CHE PHATOS! CAMPOREGIO SOGNA IL CAPPOTTO - News inserita il 13-08-2018 - di Francesca Raffagnino
L'assegnazione regala emozioni e altri nove cavalli per sperare
La sorte ha deciso: Porto Alabe (Lupa), Rodrigo Baio (Tartuca), Solu Tue Due (Bruco), Queen Winner (Giraffa), Osama Bin (Leocorno), Tale e Quale (Nicchio), Schietta (Valdimontone), Rexi (Pantera), Phatos de Ozieri (Drago), Tabacco (Civetta)
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LOTTO IN ALTO, BASTA UN'ORA PER ASSESTARE LE MONTE DEL PALIO
News inserita il 13-08-2018 - Palio
Un lotto in alto, finalmente, con tante contrade che saltano all'uscita da Piazza sognando per la Carriera di giovedì. È il bello del Palio, che nel suo primo giorno ha visto la sorte portare i dieci barberi nelle contrade dando poi il là al classico valzer delle monte. Un'ora, poco più, per definire il tutto.
Il primo ad accasarsi è Scompiglio, nella Pantera su Rexy; poi in poco tempo le voci si susseguono e arrivano puntuali le conferme. Tittia va nella Tartuca, su Rodrigo Baio, Brio va a caccia del cappotto nel Drago per montare Phatos, Brigante sceglie Osama Bin nel Leco. Trecciolino torna nel Nicchio su Tale e Quale, il Valdimontone sceglie Amsicora. Il cerchio si chiude con Carburo nella Civetta, Tremendo (e non Elias Mannucci come sembrava inizialmente) nella Giraffa e Grandine nel Bruco. Il valzer delle monte finisce poco prima delle 16, con tutti i fantini nelle rispettive contrade. Stasera la prima prova, è Palio!..
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PRIMA PROVA, UN ASSOLO DEL DRAGO
News inserita il 13-08-2018 - Palio
Il Drago vince la Prima Prova del Palio di agosto 2018. Una mossa relativamente semplice vede il Bruco entrare di rincorsa e la Pantera schizzare bene dai canapi. Prende subito il comando della corsa Andrea Mari con Phatos che arrivano alla conclusione dei tre giri correndo in scioltezza.
Poche emozioni in attesa delle prossime prove, con l'incognita pioggia.
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PALIO, ANNULLATA LA SECONDA PROVA PER MALTEMPO
News inserita il 14-08-2018 - Palio
Annullata per inagibilità della pista a causa del maltempo la seconda prova del Palio in programma per questa mattina alle ore 9.
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PALIO, ANNULLATA ANCHE LA TERZA PROVA
News inserita il 14-08-2018 - Palio
Annullata la terza prova del Palio, in programma per questo pomeriggio alle ore 19,15,
per l’impraticabilità e la pericolosità della pista a causa della pioggia caduta questa mattina.
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PALIO NOTES: DRAPPELLONE, L'ASTIOSO DINIEGO DELL'ARCIVESCOVO - News inserita il 14-08-2018 di Roberto Morrocchi
Antonio Buoncristiani rifiuta la benedizione al "cencio"
Ci mancava la sparata dell'Arcivescovo Antonio Buoncristiani per accendere la miccia sotto la nostra Festa e segnatamente per dare fuoco al drappellone.
Buoncristiani durante la Messa in Duomo che concludeva la tradizionale processione dei ceri e dei censi, al momento della Benedizione ha tenuto a dire che avrebbe benedetto la Città ma non il Palio perché, secondo il suo parere, il dipinto di Charles Szymkowicz non sarebbe conforme ad una immagine religiosa.
Apriti cielo e spalancati terra. Questa è una provocazione bella e buona che si sostanzia in un pubblico e doloroso affronto alla nostra Festa e ad una plurisecolare tradizione. E' il suo un “non atto” storico, perché mai era accaduto, anche di fronte ad opere palesemente controverse che la massima autorità spirituale della città si rifiutasse di benedire il cencio, che rappresenta comunque il connubio fra il civismo e il religioso, di fatto mettendo in castigo la città ed escludendo così facendo la sacralità della nostra Festa.
Già in passato gli illuminati predecessori di Buoncristiani si erano a volte sommessamente lamentati presso l'autorità costituita – leggi Sindaco e Giunta – per come era stata disinvoltamente rappresentata la Madonna di Provenzano e soprattutto l'Assunta in Cielo.
Ma tutto si era limitato ad una raccomandazione da verificare nel futuro prossimo. E basta.
Buoncristiani invece è entrato a gamba tesa e ha scelto questa inaccettabile mossa.
Si può disquisire su come è stato realizzato il drappellone. Ci può piacere o no il volto dell'Assunta, ma – premesso che nessuno, nemmeno l'Arcivescovo è in grado di illuminarci compiutamente sulle fattezze della Madre di Gesù – in nessun caso avrebbe dovuto far mancare al simbolo della nostra Festa la sua benedizione.
Mi pare che pochissimi gli abbiano dato ragione. La gente di Siena, i Contradaioli e non, nella stragrande maggioranza non hanno capito il suo astioso diniego.
Mi sia concesso di chiudere questo a pezzo con due facili riflessioni. La prima, la Chiesa sta vivendo un momento particolarmente difficile, vedi la questione della pedofilia e della ricchezza di tanti suoi prelati, in aperto contrasto con il dettato e gli sforzi sovraumani messi in campo da Papa Francesco. La seconda, anche a Siena dopo il “falò” della vanità proprio Buoncristiani avrebbe fatto meglio a cogliere il senso di un drappellone e dello stile, bello o brutto, di un pittore prima di lanciarsi in questa assurda provocazione.
Chiudo con con un post di uno dei miei quattro lettori. “L'Assunta era una donna ed era di stracci vestita, poi la Chiesa di Roma l'ha ricoperta di manti di seta ed oro...”
Bastava così poco ed un pizzico in più di serena umiltà per concedere, al cencio del pittore Belga, una benedizione sacrosanta.
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QUARTA PROVA: LA GIRAFFA CORRE, LA CIVETTA VINCE
News inserita il 15-08-2018 - Palio
La Civetta vince la Quarta Prova, dominata in gran parte dalla Giraffa. Dopo una forzatura e il conseguente scoppio del mortaretto, al ritorno tra i canapi la mossa è valida. La Lupa, di rincorsa, non è ancora completamente entrata che già Giraffa e Tartuca schizzano fuori dai canapi.
Francesco Caria spinge forte Queen Winner ed effettua due buoni giri; poi rallenta e Carburo su Tabacco prende il comando. Si impone la contrada del Castellare.
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QUARTA PROVA, FINALMENTE SI CORRE
News inserita il 15-08-2018 - Palio
La Lupa è di rincorsa
La contrada della Civetta, con Tabacco montato dal fantino Carburo, vince la quarta prova.
Prima della mossa, i fantini sono scesi da cavallo per osservare un minuto di raccoglimento condiviso con tutta la piazza, in memoria delle vittime della tragedia di Genova.
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LA GIRAFFA VINCE LA PROVACCIA -News inserita il 16-08-2018 di Davide Donnini
Tre mosse false nella sesta prova.
La Giraffa, con Queen Winner e Tremendo, ha vinto la provaccia. La mossa dell'ultima prova è risultata più laboriosa del previsto: il barbero della Lupa Porto Alabe, così come dimostrato ieri mattina, ha manifestato qualche piccola difesa nell'entrare di rincorsa, mentre dentro i canapi, alcune forzature, una del Montone e due della Giraffa, hanno costretto il mossiere ad abbassare per tre volte il canape. La mossa valida ha visto lo scatto delle contrade basse (Civetta, Drago, Pantera), che hanno richiamato subito i loro cavalli, lasciando spazio a Nicchio e Giraffa, le uniche a completare i tre giri, con quest'ultima che ha vinto la prova.
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PALIO NOTES: UN GINGILLO DI ORO ZECCHINO CON DIAMANTE, PORTO ALABE -News inserita il 17-08-2018 di Roberto Morrocchi
Ebbene sì, nel Palio moderno si può vincere anche partendo dalla posizione della rincorsa
Ebbene sì, nel Palio moderno si può vincere anche partendo dalla posizione della rincorsa in tutti gli anni duemila fortemente penalizzata da mosse costantemente giovani e soprattutto dalla presenza fra i canapi di barberi pronti e scattanti che non lasciavano mai scampo a chi veniva da dietro. Bisogna chiederlo a Giuseppe Zedde detto Gingillo come si fa. Certo ci vuole un pizzico di fortuna, ma cercando subito dal verrocchio un viottolo interno e trovando lo spazio grazie a scelte a volte improvvide degli altri contendenti ci si può fare.
E se poi hai un cavallo esperto che sembrava avere un gran passo, ma sempre lo stesso per tre giri, e che invece si ricostruisce scattista tanto da infilare tutti al primo San Martino e poi con assoluta forza e prontezza mettere fra sé e gli altri tre o quattro colonnini di vantaggio che non danno scampo a nessuno.
Insomma tutti gli onori del caso vanno a Gingillo, un fantino che sembrava essersi perso dopo una rovinosa caduta e dopo carriere assolutamente oscure. Ma Lui c'era, Lui lo sapeva e deve alla sua costanza al suo lavoro, alla grinta e direi classe l'essere riuscito a dominare la carriera e tornare con assoluto merito fra i grandi del Campo. Una prova eccezionale, la sua, una prestazione da grande fantino, calmo e sicuro che non ha lasciato il minimo spazio alle smanie e speranze di vittoria di tutti gli altri. Si è dato la rincorsa ed è volato via a vincere per se per il suo barbero, ma anche per quella Lupa di Capitan Gragnoli che gli aveva rinnovato la fiducia e che Lui, Giuseppe figlio dello Zedde, due volte vittorioso sul Campo, ha ripagato con moneta sonante a due anni dal favoloso cappotto.
Una carriera che mette in castigo, direi in un angolo, tutti quei barberi, Phatos, Rexy, Osama Bin, Tale e Quale, per non dire del mai presente Rodrigo Baio, che tutti gli intenditori mettevano nel ristretto novero degli assoluti protagonisti. Anche io nel mio borsino avevo indicato Pantera e Drago fra le punte sicure, ma non avevo fatto i conti con l'espertone Porto Alabe che ora si scopre anche velocissimo nel mettersi subito sulle zampe, quando tutti gli consegnavano solo il terzo giro.
Dalla carriera esce bene la Giraffa, anche se bruciata all'interno al primo San Martino dalla Lupa, ma escono male il Drago e la Pantera che mai sono state davvero in corsa, così come il Leocorno, con Osama francamente non all'altezza e forse non interpretato al meglio dal Sanna.
Brio è uscito dai canapi buon ultimo facendo la fortuna, spostandosi verso il centro pista, della Lupa, Scompiglio ha smanettato, ma senza l'abituale grinta, fino al primo San Martino, affrontato non so se per colpa sua o del barbero male.
Ha cercato di fare il Palio il cinquantenne Trecciolino, sottraendosi con una virata interna dalle nerbate che Antonio Siri detto Amsicora gli aveva assestato dalla mossa fino a sotto palazzo Sansedoni, ma la caduta al primo Casato gli ha tarpato le ali. Bruciando anche le possibilità del Bruco coinvolto anche lui nella caduta.
Anche il Siri è andato a baciare il tufo al primo San Martino, ma Amsicora sulla novella Schietta il suo lavoro, quello di contrastare il Nicchio, l'aveva fatto tutto intero. E si merita comunque un bravo. Di sicuro da parte del Capitano e del popolo dei Servi.
La Civetta si è vista in partenza ma poi è stata coinvolta nel grigiore del gruppo.
Dalla carriera esce male Giovanni Atzeni detto Tittia, che su di un cavallo chiacchieratissimo – forse troppo – ma che Lui aveva battezzato, parlo di Rodrigo Baio – ha messo insieme una serie di strafalcioni che non gli si addicono. Ha remato quasi sempre in ultima posizione, ma il primo San Martino è stato troppo goffo per essere vero.
Insomma dalla carriera dell'Assunta esce vincitrice, dominando tutti, la Lupa, esce trionfatore Giuseppe Zedde detto Gingillo e si consacra fra i grandi barberi di Piazza Porto Alabe.
E il drappellone coloratissimo e con una Madonna poco Madonna ma assolutamente in linea con tantissimi altri drappelloni ed in fondo una opera d'arte di buona stoffa, caro Arcivescovo che hai voluto tirare uno schiaffo alla città negando al cencio la tua benedizione, finisce nelle mani del popolo di Vallerozzi che lo benedice. Eccome, se lo benedice!